Le dissezioni anatomiche fra XV e XVI secolo

Prima della costruzione Teatro Anatomico, completato nel 1595, l’insegnamento dell’anatomia attraverso la dissezione di cadaveri avveniva a Padova in teatri smontabili, costituiti da tribune di legno che venivano montate solo per il periodo delle lezioni. Ma avevano luogo anche in locali pubblici, sia religiosi che laici, nelle abitazioni dei professori o degli studenti o, ancora, nelle case messe a disposizione da privati, nei collegi studenteschi e nelle spezierie. E in questi stessi luoghi i docenti continuavano a fare lezione, anche dopo la costruzione del teatro anatomico stabile, integrando le lezioni accademiche con esercitazioni al di fuori delle aule universitarie. Non erano necessari strumenti o ambienti particolari per eseguire le dissezioni e fu soprattutto l’aumento degli spettatori, nel tempo, a esigere la realizzazione di strutture che consentano una buona visibilità a tutti.

Il primo cenno a un teatro anatomico smontabile risale alla fine del Quattrocento e si trova in un volume di Alessandro Benedetti, Anatomice sive de historia corporis humani. Sarà Andrea Vesalio, docente di anatomia e chirurgia a Padova dal 1538 al 1542, a fissarne l’immagine nel monumentale frontespizio della sua opera maggiore, dal titolo De humani corporis fabrica,edita nel 1543. Si tratta probabilmente dello stesso teatro in cui teneva lezione, montato nel cortile antico di palazzo Bo.

Il corpo da studiare proveniva da condannati a morte che non dovevano essere né padovani né veneziani e che solitamente provenivano dalla vicina piazza Capitaniato, luogo di esecuzioni, probabilmente attraverso i canali oggi interrati.

Al contrario di quanto si dice comunemente, la Chiesa non poneva ostacoli e le autopsie si svolgevano liberamente. Una parte del denaro destinato all’amministrazione delle lezioni anatomiche veniva riservato a celebrare le esequie solenni dei corpi sottoposti alla dissezione che si svolgevano nella chiesa di San Martino, situata proprio davanti al Bo.

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