Janus Pannonius

(Croazia, 29.8.1434 – Medvedgrad, 27.3.1472)

Janus Pannonius è uno dei 40 antichi studenti stranieri ritratti da Gian Giacomo Dal Forno nella sala che precede l’Aula Magna del Palazzo Bo di Padova. Janus in realtà si chiamava Ivan Česmički, o almeno questo era il suo nome croato, la nazionalità del padre. Iniziò gli studi nella primavera del 1447 nella scuola ferrarese di Guarino Veronese. Fu allora che Ivan, appassionatosi immediatamente agli studi umanistici, scelse di marcare la sua scelta latinizzando il proprio nome in Janus Pannonius. Si rivelò un alunno fra i più dotati e divenne ben presto, giovanissimo, uno dei primi poeti latini. In virtù di questa precoce e naturale abilità poetica, gli vennero commissionati molti componimenti, soprattutto con scopi celebrativi.

Arrivò a Padova nel 1454 per seguire gli studi di diritto canonico; continuava a scrivere poesie, anche se l’impegno accademico pressante non gli permetteva di dedicarsi alla composizione con continuità. Divenuto amico del pittore Andrea Mantegna, quasi coetaneo, che in quegli anni stava lavorando alla Cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani a Padova, gli dedicò un’elegia nel ’58.
Si laureò nel 1458 e l’anno successivo divenne vescovo di Cinquechiese, l’odierna Pécs. Nel 1465 fu mandato dal re Mattia Corvino a Roma per chiedere aiuti contro i Turchi e qui si rinnovò la passione umanistica: compose il poema epico Annales, oggi perduto. Dopo il ritorno in Ungheria, partecipò a una congiura contro il re, che fu scoperta e nel tentativo di fuga morì nei pressi di Zagabria.

Oggi è ricordato soprattutto come il primo umanista d’Ungheria.

Approfondimenti:
Pannonius e i suoi anni padovani (Il Bo Live)