Il Fiore di Botta

Era il 2008 quando, su proposta dell’allora rettore Vincenzo Milanesi, il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo delibera la realizzazione del nuovo complesso didattico di Biologia e Biomedicina. Dopo sei anni, il 30 settembre del 2014, sotto il rettorato di Giuseppe Zaccaria viene inaugurato il Fiore di Botta la struttura progettata dall’architetto ticinese Mario Botta, che diventerà polo didattico di Biologia e Biomedicina destinato a docenti, ricercatori e a migliaia di studenti e studentesse.

La struttura è costituita da un unico corpo di fabbrica a pianta semicircolare che si sviluppa per un volume complessivo di oltre 34.000 metri cubi, un’altezza di 18,50 metri e una superficie, per piano, di 1727 metri quadrati. Raccoglie 18 aule didattiche per un totale di 1668 posti, 25 laboratori per 728 posti, aule informatiche, due aule studio oltre che spazi per docenti e personale tecnico amministrativo.  A suggerire l’immagine di un fiore con petali, da cui il nome ‘Fiore di Botta’, è la planimetria con cinque volumi disposti a raggiera. Il cuore dell’edificio è costituito da un ampio ingresso con volume semi cilindrico aperto alla luce sulla sommità della copertura mentre l’esterno è realizzato in mattoni faccia a vista su struttura in calcestruzzo.

Alla base del processo di progettazione e di costruzione dell’intera struttura, all’avanguardia e altamente tecnologica, è stato posto il criterio del risparmio energetico, sia per gli aspetti architettonico-edili (involucro dell’edificio), sia per quelli impiantistici (impianti di climatizzazione e d’illuminazione).

Approfondimenti

Si inaugura il fiore di Botta, il nuovo campus biomedico