Giusto Bellavitis

(Bassano, 22.11.1803 – Tezze, 6.11.1880)

La sua presenza a Padova è effettiva a partire dal 1845 quando vince il concorso per la cattedra di geometria descrittiva all’Università che, l’anno seguente, gli conferisce anche la laurea in filosofia e matematica ‘senza esami’. Nell’Ateneo patavino è titolare di diversi incarichi d’insegnamento tra cui quello di fisica diventando, tra il 1863 e il 1867, direttore del medesimo gabinetto.
Nel 1872 è ordinario di algebra complementare e geometria analitica e dal 1866 al 1867 è rettore dell’Ateneo, primo di questa nuova fase politica.
Sono numerosi i contributi, anche in termini di scritti, che Bellavitis dà ai diversi ambiti della matematica, dal calcolo delle equipollenze, che apre la strada alla teoria dei quaternioni di William Rowan Hamilton, agli studi nell’ambito dell’analisi infinitesimale e della geometria descrittiva, alle ricerche in algebra e molto altro ancora. Si dedica anche alla fisica, pubblicando scritti dedicati soprattutto all’ottica e all’elettricità.

Bellavitis nel corso della sua vita, ricopre anche numerosi ruoli e incarichi: è senatore del Regno nel 1866, ma anche presidente dell’Istituto Veneto di Scienze lettere e arti, dell’Accademia patavina e dell’Accademia dei Lincei.