Giuseppe Tartini

(Pirano, 8.4.1692 – Padova, 26.2.1770)

Acclamato come “maggior compositore dei suoi tempi”, Tartini viene spesso associato al racconto che ne fa l’astronomo Joseph Jérôme de Lalande, secondo cui nel 1713 il diavolo sarebbe apparso in sogno al musicista e si sarebbe messo al suo servizio, suonando con il violino una melodia di tale fascino che Tartini volle metterla in partitura. Sarebbe questa la genesi della sua opera forse più nota, la “Sonata del diavolo” o Sonata per violino in sol minore.

Nato nel 1692 a Pirano, Giuseppe Tartini arrivò a Padova nel 1708 spinto dalla famiglia agli studi di legge e all’abito ecclesiastico. Alla morte del padre, abbandonò sia l’università che la vita ecclesiastica. Lasciò quindi Padova per Assisi, dove iniziò la sua formazione musicale, in particolare lo studio del violino cui fino a quel momento si era dedicato solo per pochi mesi all’età di 12 anni. Prese più tardi casa a Venezia, ottenne i primi ingaggi come orchestrale al teatro La Fenice di Ancona, al teatro della Fortuna di Fano e a Camerino. Sempre ad Ancona scoprì quello che ancora oggi è noto come ‘suono di Tartini’, un fenomeno acustico che descrisse nel Trattato di musica secondo la vera scienza dell’armonia del 1754. Dopo un ulteriore periodo di perfezionamento nelle Marche, nel 1721 il musicista venne assunto come primo violino e direttore dell’orchestra della Basilica di Sant’Antonio di Padova, dove sarebbe rimasto per il resto della vita.

All’attività di musicista e compositore Giuseppe Tartini, raggiunto l’apice della capacità violinistica, affiancò anche l’attività didattica, fondando a Padova nel 1728 la Scuola delle Nazioni, dove istruì studenti provenienti da tutta Europa. L’Arte dell’arco rimane ancora oggi un testo fondamentale nell’apprendimento della tecnica violinistica, insieme al Trattato degli abbellimenti, un lavoro sull’ornamentazione improvvisata.

Approfondimenti

Dylan Dog, il diavolo e il violino di Tartini