Giovanni Poleni

(Venezia, 1683 – Padova, 1761)

Con un decreto del 12 febbraio 1739, il Senato veneziano attribuì a Giovanni Poleni  (1683-1761) la cattedra di Filosofia Sperimentale, istituita pochi mesi prima, il 27 novembre 1738. La nuova cattedra nasceva sulla scia dell’entusiasmo per la fisica newtoniana che stava iniziando a scuotere l’Europa, e costituiva una novità assoluta per l’Università di Padova: per la prima volta sarebbero state proposte lezioni di fisica basate su esperimenti e dimostrazioni.

Proprio per le peculiarità del nuovo insegnamento, il docente doveva unire profonde conoscenze teoriche a una consolidata competenza nell’ambito della sperimentazione e della strumentazione scientifica, da cui la scelta di assegnare la nuova cattedra a Poleni. Esponente di spicco della cultura europea dell’epoca, questi portò contributi di rilievo in settori diversissimi, dalla filologia alla fisica, fino all’architettura antica. Membro delle principali accademie scientifiche d’Europa, fu in contatto con i maggiori eruditi e scienziati dell’epoca, da Newton a Leibniz, da Eulero ai Bernoulli, da Scipione Maffei a Francesco Algarotti, ed era considerato da molti come un punto di riferimento imprescindibile. Le sue molteplici competenze lo portarono tra l’altro a curare il restauro della Cupola di San Pietro a Roma, a studiare le acque di Padova e a inventare svariati strumenti, tra cui una calcolatrice e una particolare macchina per tracciare curve trattorie e logaritmiche che suscitò l’entusiasmo di Eulero. Professore presso l’ateneo patavino, Poleni vi insegnò “astronomia e meteore” dal 1709, filosofia dal 1715, matematica dal 1719, filosofia sperimentale dal 1739, e nautica e costruzioni navali dal 1755.

Per le nuove lezioni di fisica sperimentale, Poleni ottenne dalla Repubblica di Venezia i fondi per procurarsi la strumentazione necessaria e nacque così un Gabinetto di Fisica riconosciuto all’epoca come uno dei più prestigiosi d’Europa. Le nuove lezioni si tenevano al Palazzo del Bo, in un teatro costruito sotto la supervisione di Poleni stesso e del suo caro amico, Giovanni Battista Morgagni.

Destinata innanzitutto all’insegnamento della fisica ma anche ad attività di ricerca, la strumentazione doveva essere continuamente adeguata in funzione degli sviluppi della scienza, e vennero quindi acquisiti nei secoli successivi migliaia di nuovi apparecchi, nonché alcuni dispositivi più antichi, risalenti al Cinquecento e al Seicento, considerati come utili ausili didattici. Tutti questi strumenti costituiscono oggigiorno la raccolta del Museo di Storia della Fisica di Padova, presso il Dipartimento di Fisica e astronomia dell’Università di Padova.

Approfondimenti:

Il Gabinetto di Fisica di Giovanni Poleni (Phaidra)

La basilica di Palazzo Bo

Salandin, il “padre” del Museo di Storia della Fisica di Padova

All’Università di Padova gli strumenti ammirati da Voltaire

Dalla Lorena alla Serenissima, il viaggio degli strumenti che diedero forma alla fisica di Newton