Enrico Zeno Bernardi

(Verona, 20.05.1841 – Torino, 21.02.1919)

Si laurea in matematica all’Università di Padova nel 1863 e nel 1879 vince il concorso per la cattedra di macchine dell’Ateneo dove rimane come docente e direttore del Gabinetto di Macchine (poi Istituto) fino al 1915.

A Padova, tra il 1882 e il 1889, brevetta un modello innovativo di motore a scoppio ad azione diretta, destinato all’uso industriale e al trasporto, con applicazione ai veicoli e alle moto; un prototipo di cui esistono cinque esemplari al mondo e di cui quello padovano è l’unico funzionante senza alcuna alterazione dei meccanismi e dispositivi originali.

L’ingegnere veronese è considerato uno dei principali protagonisti dello sviluppo dell’automobile in Italia. Tra il 1894 e il 1899, infatti, costituisce con altri la Società Italiana Bernardi per la produzione di autoveicoli (fondata cinque anni prima della Fiat) la prima azienda italiana a costruire automobili,  e a produrre a livello industriale proprio la vettura di Bernardi.

La sua attività e creatività d’ingegnere è ben visibile anche nei molti reperti conservati al Museo di Macchine dell’Università di Padova a lui dedicato che raccoglie i principali esempi di motore a combustione interna che hanno segnato la storia motoristica in Europa nella seconda metà dell’Ottocento, tutti costruiti (anche se non ideati) da Bernardi nei suoi anni padovani.  Tra questi, il motore atmosferico, la motrice Pia (motore adatto alla piccola industria, brevettato nel 1882 e costruito per la figlia per applicarla alla sua macchina da cucire), il carrello mono ruota usato per spingere una bicicletta (precursore dei moderni moto scooter), la vettura a tre ruote e molti altri ancora.

Approfondimenti

Archivio di Enrico Bernardi (Phaidra)
Enrico Bernardi, il papà del motore a scoppio
Enrico Bernardi, un museo per il padre dell’automobile italiana