8 febbraio 1848

In un clima di forte tensione politica che nei primi mesi dell’anno sembra coinvolgere regimi e governi in più parti d’Italia e d’Europa, anche a Padova comincia a farsi sempre più forte un certo sentimento anti asburgico che lega studenti e cittadini.
È il 7 febbraio del 1848 quando in città, al funerale di uno studente (deceduto per cause naturali), prendono parte oltre 5.000 persone appartenenti a tutti i ceti sociali. Tra questi, sfidando la legge e in aperto contrasto con il governo austriaco, alcune centinaia di giovani si presentano vestiti secondo la foggia italiana insieme ai domestici delle famiglie signorili, in livrea. La tensione è altissima.
Il giorno seguente, una delegazione di notabili, cittadini e studenti sottopone al comando austriaco una serie di richieste, che vengono respinte. È questa la miccia che accende lo scontro tra soldati austriaci, padovani e studenti. Inizia la guerriglia, gli austriaci sparano anche a quegli studenti che cercano rifugio all’interno del Caffè Pedrocchi e dell’Università. Il bilancio è di decine di feriti e di alcuni morti, due dei quali sono gli studenti Giovanni Leoni e Giambattista Ricci.

La rivolta si conclude con la ‘resa’ dell’esercito austriaco che si ritira di fronte al numero imponente degli avversari; il giorno seguente, tuttavia, la risposta non si fa attendere: 73 studenti vengono espulsi, molti arrestati e quattro professori sono destituiti dall’incarico.

Quella dell’8 febbraio 1848 a Padova, è considerata la prima insurrezione dettata da motivazioni politiche in cui gli studenti si fanno insieme interpreti e protagonisti di quella che sarà una vera e propria stagione di rinnovamento. Una rivoluzione che precede non solo le Cinque giornate di Milano, ma anche le rivolte delle grandi capitali come Parigi (22-24 febbraio) e Vienna (13 marzo).
Alle giornate di protesta del ’48 ne seguono altre che, fino al 1866, vedono come protagonisti gli studenti dell’Ateneo padovano ripetutamente coinvolti in manifestazioni anti austriache, regolarmente concluse con arresti ed espulsioni e culminate con una grande manifestazione nel 1865 durante la quale centinaia di studenti, nel Cortile Antico del Bo, danno alle fiamme diverse copie del Sillabo di Pio IX.

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